IO? STO CON I VERDI...
Editoriale - Jacopo Agnesina
Più sorrisi ai Verdi

Cari Navigatori,

nei quattro anni dell’esistenza telematica di questo sito non mi era mai capitato di scrivere un vero e proprio editoriale, un articolo che esprimesse le personali convinzioni di chi questo sito lo dirige.
L’occasione propizia credo sia giunta. Il 9 e 10 aprile saremo chiamati ad esprimerci alle urne; ci competerà l’ardua decisione di incaricare i rappresentati a cui sarà affidato il potere del paese.

Resto fedele all’ideale guida di Platone: i governanti dovrebbero divenire Filosofi, o i Filosofi dovrebbero divenire governanti. Questo sarebbe il massimo, certo; ma un massimo che – ahimé – è irrealizzabile.
Che fare allora: abbandonarsi ad un postmodernismo in cui l’indifferenza, il nichilismo di ogni ideale, getti in una scontenta indolenza? Avanzare una opinione forte ed ottusa – che vuole ergersi al potere, sulla scorta di Trasimaco, per propugnare il proprio interesse? Pensare solo al proprio piccolo mondo del qui ed ora, in una presunta pragmaticità che si rivela essere mera ristrettezza di orizzonti?
No.
La Filosofia, il pensiero nella sua più alta e disinteressata forma, credo non ci debba abbandonare. Credo che la quotidianità possa essere intrisa di una seria, pacata, matura e lungimirante teoresi. La Filosofia ci insegna il rispetto per l’uomo: Kant sviluppa su basi puramente razionali un’etica del rispetto; forse priva di una componente di obbligazione forte ma di certo condivisibile. Locke ci parla di tolleranza: laica, rispettosa della diversità e che cerca di preservare la singolarità della decisione su base liberale. Feuerbach parla di una riscoperta della vera essenza dell’uomo: è una ventata di ossigeno, una lettura che riempie le menti di ammirazione per ciò che l’uomo ha costruito: della sua grandezza e, contemporaneamente, della sua fragilità. L’essere uomo si contrappone all’essere della natura, è vincolato ad essa.
Questi tre poli sono gli angoli di un triangolo posto al rovescio, appoggiato sulla punta. I due poli superiori, la libertà e il rispetto per l’essere uomo, poggiano su una conditio sine qua non: l’essere della natura. Senza di lei verrebbe meno ogni cosa. Senza di lei la nostra costruzione crollerebbe, imploderebbe.
Per tornare a quanto si diceva prima e tirare le somme di questo breve editoriale: credo che la nostra visione politica debba costruirsi in forza di questa analisi filosofica, debba esserne intrisa e, per quanto possibile, guidata.
I nostri rappresentati credo debbano avere ben presenti i punti appena visti:
- il rispetto per la natura (che si esplica in una politica dello sviluppo sostenibile, delle fonti energetiche rinnovabili, dell’ecocompatibilità delle infrastrutture, della riduzione dell’inquinamento)
- il rispetto dell’uomo (che si esplica in un attivo prodigarsi per la pace, mediante il rafforzamento del ruolo dell’ONU in uno sforzo verso la risoluzione pacifica dei conflitti. Che si adoperi nel sostegno della Cultura, della Scienza, della formazione dell’uomo, dell’Arte)
- il rispetto per la libertà (che si esplica in una politica della pluralità, nel rispetto delle libertà personali, di coscienza, della laicità statale, della liberazione da condizioni di schiavitù psicologica di donne, bambini, minoranze)

Per queste ragioni, cari Navigatori, il 9 e 10 aprile voterò la Federazione dei Verdi. La loro politica, rispettosa dei tre punti di cui sopra, pur nella pragmaticità necessaria, è, a mio avviso, intelligente e lungimirante.

Certo di una vostra scelta consapevole, intelligente, resposabile,
Jacopo Agnesina

PS: se voleste consultare il programma ufficiale dei verdi (conciso e chiarissimo), fare click su questo collegamento.