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S
EBASTIAN
K
ÜNKLER
. Dottorato di ricerca in Filosofia (IX ciclo).
Titolo della tesi di Dottorato:
Il concetto di determinazione nella Critica della ragion pura.
Introduzione.
Il concetto di determinazione nel pensiero immediatamente precedente a
Kant e negli scritti precritici di Kant (Riassunto).
Per poter affrontare un problema esteso quanto quello della Critica stessa si deve
concentrare l'attenzione su quelli fra gli scritti precritici di Kant nei quali il con-
cetto di determinazione viene esplicitamene tematizzato. Senza possibilità di erro-
re possiamo affermare che il testo più significativo a riguardo sia la Nuova illu-
strazione dei principi della conoscenza metafisica.
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In questo scritto latino di Kant
confluiscono diversi concetti di determinazione che da Leibniz, attraverso Wolff,
Crusius e Baumgarten costituiscono l'ossatura dei concetti kantiani di determina-
zione. Leibniz ne I saggi di teodicea
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enuncia il principio di ragion sufficiente co-
me principio di ragion determinante. Questa nuova denominazione del principio di
ragion sufficiente arriverà fino a Kant dopo che Crusius ne avrà stabilito la neces-
sità. Kant distinguerà quindi (nella Nova dilucidatio) il principio di ragion deter-
minante in `principio di ragion antecedentemente determinante' (ovvero ragione
del cur) e in `principio di ragione conseguentemente determinante' (ovvero ragio-
ne del quod). I due principi possono significare anche la ratio fiendi vel essendi (il
primo) e la ratio cognoscendi (il secondo). Kant ci dimostra che ontologia, metafi-
sica, e teoria della conoscenza senza i suddetti principi divengono impossibili:
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Cfr. I.Kant, Principiorum primorum cognitionis metaphysicae nova dilucidatio, in Gesammelte Schriften.
Akademie Ausgabe
, Bd. 1 (traduzione it. in Scritti precritici, Bari 1982). D'ora innanzi : Nova dilucidatio.
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Cfr. G.W.Leibniz, Saggi di teodicea sulla bontà di Dio, sulla libertà dell'uomo, sull'origine del male, a
c. di V.Mathieu. Cinisello B. 1994, parte I, § 44.
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Nihil est verum sine ratione determinante (principio gnoseologico) ; e Nihil con-
tingenter exsistens potest carere ratione existentiam antecedenter determinante
(principio ontologico).
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Seguendo parzialmente le idee di Crusius, Kant sostiene
che il principio primo della metafisica non può essere il principio di non contrad-
dizione, il quale non è assolutamente semplice, bensì quello di identità. Su
quest'ultimo si fonda il principio di non contraddizione e su entrambi i principi in
successione si fonda il principio di ragion determinante. Kant formula il principio
di ragion determinante, come si è detto, per superare l'obiezione di Crusius per la
quale il principio di ragione determinante sarebbe un principio ambiguo (ossia
tanto un Idealgrund quanto un Realgrund) ;
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obiezione che il filosofo di Königs-
berg affronta, tenendo comunque presente che essa non è sufficiente per confutare
il principio di ragion determinante.
Kant tiene peraltro sempre fermo il principio di ragion determinante così come lo
avevano formulato tanto Wolff, quanto Baumgarten. Nella sua Ontologia (latina)
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Wolff infatti formula il principio leibniziano di ragion sufficiente in modo che es-
so contiene già in sé unitariamente il doppio principio kantiano di ragione antece-
dentemente determinante e di ragione conseguentemente determinante della Nova
dilucidatio. Ecco la formulazione wolffiana : Per rationem sufficientem intelligi-
mus, unde intelligitur, cur aliquid sit (...).
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Da quanto abbiamo finora esposto risulta chiaramente che per la metafisica pre-
kantiana (escluso Crusius) il quod ed il cur del determinato sono indisgiungibili,
per cui `intendere' significa intendere il perchè del determinato, e ciò è detto ra-
3
Cfr. Nova dilucidatio, prop. V e VIII.
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Cfr. Chr.A. Crusius, Entwurf der nothwendigen Vernunft-Warheiten, in Die philosophischen Hauptwer-
ke, hrsg. von Giorgio Tonelli, Hildesheim, Olms 1964, pp. 50 e 53 ; ed inoltre Dissertatio philosophica de
usu et limitibus principii rationis determinantis vulgo sufficientis, in Kleinere philosophische Schriften,
hrsg. von Sonia Carboncini und Reinhard Finster, Teil I, Hildesheim-Zurich-New York, Olms 1987, p. 191;
ed inoltre Nova dilucidatio, p. 398 .
5
Cfr. Chr. Wolff, Gesammelte Werke, II.Abt. Lateinische Schriften, Band 3, Philosophia prima sive On-
tologia, hrsg. Jean Ecole, Hildesheim, Olms 1962, §. 56, p. 39.
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La sottolineatura è mia.
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gion sufficiente o ragion determinante (già in Leibniz). Kant spezza (a causa di
Crusius) questa compenetrazione della ratio cognoscendi e della ratio essendi e
ritiene quest'ultima il principio della dimostrazione dell'esistenza di Dio, che pro-
prio nella Nova dilucidatio si basa sul principio di ragion antecedentemente de-
terminante.
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In questa dimostrazione kantiana compare anche il concetto di om-
nimoda determinatio che individua in ogni senso la realtà che come realtà contin-
gente supera le proprie limitazioni nell'esistenza di un ente assolutamente necessa-
rio ; qui il concetto di omnimoda determinatio conserva il carattere wolffiano di
principio di individuazione dell'esistenza di una qualsivoglia realtà (in Wolff
dell'esistenza della cosa singola).
Ma torniamo al problema del principio di ragion determinante prekantiano : il con-
cetto kantiano di ragione antecedentemente determinante ha il suo precedente teo-
retico nel concetto wolffiano per cui : Nihilum non continet rationem, cur sit.
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Ciò
significa negativamente che ogni esistente contingente deve avere una rationem
cur sit. È appunto su questo principio che si fonda il principio di ragion antece-
dentemente determinante.
Diviene quindi importante verificare come Baumgarten enunci il principio di ra-
gion determinante nella sua Metafisica :
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«Ratio determinandi est DETERMI-
NANS (das bestimmende). Omnis ergo ratio, sufficiens sufficienter, insufficiens
insufficienter, determinat, § 34.21. Hinc posito determinante ponitur determina-
tum, §.30 et v.v. §.29. Sublato determinato, tollitur determinans, §.32 et v.v. §.31».
Dal testo citato risulta evidentemente che la connessione tra determinante e deter-
minato, che in Baumgarten ha una valenza ontologica (potremmo anche dire a
parte rei), equivale al rapporto che nel Kant critico sussiste tra condizione e condi-
zionato, anche se in Kant tale rapporto è solo a parte intellectus hominis. In Bau-
mgarten non è presente la distinzione tra ragione antecedentemente determinante e
conseguentemente determinante e pertanto per salvare il principio di determina-
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Cfr. Nova dilucidatio, Prop.VI e VII.
8
Cfr. Ontologia, §. 66, p. 45.
9
Cfr. A.G. Baumgarten, Metaphysica, Hildesheim, Olms 1982, §. 35, p. 11.
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zione dall'accusa di ambiguità che, come si è ricordato in precedenza, fu mossa da
Crusius al principio stesso, Kant ha introdotto la differenza tra ratio essendi e ratio
cognoscendi. Baumgarten semplicemente connette determinato e determinante in
modo che la posizione del primo implica la posizione del secondo e la sottrazione
del secondo implica quella del primo. Inoltre per Baumgarten il principio di ragion
determinante è indisgiungibile dal suo fondamento ontologico-metafisico, ossia
dal principio di non contraddizione.
Kant invece, per il quale il principio primo della conoscenza metafisica è quello di
identità, perché semplice, mentre quello di non contraddizione conterrebbe con-
temporaneamente un'affermazione ed una negazione, fonda il principio di ragion
determinante sul principio di non contraddizione e questo su quello di identità.
Possiamo quindi osservare che Kant si serve del principio di ragion determinante
nella Nova dilucidatio per dimostrare l'esistenza di Dio, e quindi la distinzione tra
necessità e contingenza, infatti la prop. VI della Nova dilucidatio suona come se-
gue : Nihil est verum sine ratione determinante .
Possiamo infine osservare che nello scritto precritico di Kant intitolato L'unico ar-
gomento possibile per una dimostrazione dell'esistenza di Dio
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l'esistenza è ca-
ratterizzata come non predicato o non determinazione di una qualche cosa, il che
viene in qualche modo `corretto' dal concetto corrispondente della Critica della
ragion pura ( A 598 / B 626 ). Ma per quanto riguarda gli sviluppi criticistici del
principio di determinazione si rimanda al seguito della ricerca.
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Cfr. I. Kant, Der einzig mögliche Beweisgrund zu einer Demonstration des Dasein Gottes, in Gesam-
melte Schriften, Akad. Ausg., Bd. 2, parte I, 1.
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Bibliografia
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Indici e concordanze degli scritti latini di Kant,
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