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Pillole di Saggezza
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RICERCHE SULLA COSCIENZA:
UN APPROCCIO GLOBALE PER UNA SOLUZIONE FORSE DEFINITIVA
di Dino Castrovilli
suggeritoci da Francesco Paoli

Un suggestivo saggio del biologo Pasquino Paoli - Il Fantasma nella macchina: origine, natura e evoluzione della coscienza - appena pubblicato da Polistampa, fa il punto su un secolo di approcci scientifici al “problema dei problemi” e propone una nuova, rivoluzionaria teoria: i fenomeni coscienti sarebbero il risultato di una simbiosi interna all’individuo, costituita da un “sistema premiante e/o punitivo” - Riviste e spiegate in una nuova luce altre questioni fondamentali come il significato dell’io, la vita cosciente, le emozioni, il libero arbitrio, la ricerca del piacere…
Un enigma secolare quello della coscienza, sicuramente il più sfuggente interrogativo della biologia, nascosto in quella sempre misteriosa “scatola nera” che è il cervello umano. La sua soluzione, cercata con ostinazione da filosofi della mente, studiosi di informatica e intelligenza artificiale, psicologi, psichiatri, neurologi e biofisici, avrebbe immediate e amplissime ricadute su tante altre fondamentali questioni della vita dell’uomo, a cominciare dalla definizione dell’”io” per finire a quella di “morale”.
Una pietra miliare nell’avventurosa ricerca del significato della coscienza la pone ora Pasquino Paoli - biologo del Cnr che si occupa di problematiche evoluzionistiche generali e di analisi dei processi evolutivi in alcuni gruppi animali - di cui le edizioni Polistampa di Firenze hanno appena inviato nelle librerie Il Fantasma nella macchina: origine, natura e evoluzione della coscienza (pp. 203, euro 12): proposta miliare certamente, rivoluzionaria e probabilmente “risolutiva” nell’intenzione dell’autore, prudente come tutti i veri studiosi ma al contempo perfettamente consapevole di quanto sostenuto, trattandosi dell’epilogo di oltre dieci anni di studi serratissimi.
Parafrasando Nietzsche, si potrebbe dire che Il fantasma nella macchina (la definizione è quella di G. Ryle) è “un libro per tutti e per nessuno”: perché si tratta indubbiamente di un’opera di un addetto ai lavori destinata principalmente ad altri addetti ai lavori (tra i quali solleverà naturalmente consensi e dissensi), che però, avendo il pregio di abbinare, in una materia di grande complessità e fascino, la chiarezza d’esposizione a un solido impianto concettuale, può ben incuriosire e farsi leggere anche da altri lettori.

L’opera si articola in tre parti: nella prima l’autore passa in rassegna le varie angolature da cui il problema è stato affrontato, estrapolando temi e interrogativi comuni e generali che specificano la coscienza al livello più ampio; nella seconda viene enucleata una piattaforma di riflessioni e nella terza Paoli introduce e argomenta la sua proposta di risoluzione.
La tesi presentata ha un’impostazione evoluzionistica e fornisce risposte alle domande fondamentali sulla coscienza: “che cos’è”, “per quali motivazioni adattative e per quali meccanismi si è originata nel corso dell’evoluzione”, “come funziona” nel cervello umano e animale. La risposta a queste domande è resa possibile dal tipo di soluzione proposta. I fenomeni coscienti - cioè qualunque sensazione o stato soggettivamente vissuto - sarebbero il risultato di una peculiarissima e apparentemente paradossale forma di simbiosi: una simbiosi interna (endogena) all’individuo, fra “gene” e “fenotipo”.
Per capire in cosa possa consistere una simile simbiosi, l’autore suggerisce di riferirsi a un’altra e ben conosciuta simbiosi, quella tra piante con fiore e insetti bottinatori (ad esempio, api).
Nella simbiosi fiori/insetti ci sono scambi reciproci di prestazioni con obiettivi diversi. Il fiore si serve dell’insetto bottinatore per diffondere il suo polline su altri fiori cospecifici attirandolo con un premio, il nettare. L’insetto invece assolve alla prestazione richiesta dal fiore a sua insaputa, nel darsi da fare per conseguire il suo diverso obiettivo, il saccheggio del nettare del fiore.
Nella simbiosi gene-fenotipo, il “gene” (una metafora sociobiologica) offre al “fenotipo” dello stesso organismo dei premi endogeni specifici (“consumati” ossia percepiti dall’individuo come stati soggettivi, ad esempio, di piacere oppure di dolore, ecc.) per ottenere in cambio un suo contributo all’elaborazione di comportamenti atti a raggiungere obiettivi utili alla sopravvivenza dell’organismo e che non sarebbero altrimenti conseguibili con l’impiego di programmi prefissati.
Ad esempio: un felino si impegna a cercare, scovare e catturare una preda. Se l’impresa ha successo, il “gene” raggiunge il suo obbiettivo utilitaristico (darwiniano) rappresentato dalle proteine del corpo della preda, che servono a far sopravvivere l’organismo del felino, che a sua volta serve alla sopravvivenza del “gene”. Il “fenotipo” dello stesso felino invece non è interessato alle proteine ma alla percezione del sapore delle carni che è il premio specifico che riceve in stretta associazione al conseguimento dell’obiettivo utilitaristico.
I fenomeni coscienti, secondo questa tesi, possono essere inquadrati come premi endogeni positivi e negativi (in ogni caso “premi”), mentre le ragioni adattative e selettive della loro origine sarebbero correlate alla difficoltà degli organismi di riuscire (in quanto sistemi di elaborazione nervosa) a conseguire obiettivi utili alla loro sopravvivenza con programmi comportamentali predefiniti; in altri termini quando l’ambiente diventa non-predicibile rispetto agli stessi programmi.
A partire da questo primo semplice nucleo di concetti Paoli ha sviluppato una teoria che sembra in grado di penetrare in modo nuovo nei dettagli della psicologia umana, nell’organizzazione dei comportamenti e nei sottostanti processi neurologici.
E’ stato così possibile spiegare da questa ottica che cosa siano le emozioni e che cosa sia il pensiero cosciente; quale sia la differenza tra processi consci e processi inconsci e quale sia la loro reciproca interazione. E’ stato possibile chiarire che cosa sia l’“io” o “sé”: il progressivo e più alto risultato dell’evoluzione del “fenotipo” della simbiosi endogena, il che spiega il carattere dialettico e spesso conflittuale dell’io con gli impulsi dell’organismo-macchina. E’ stato possibile infine indicare quale possa essere l’origine e la natura del libero arbitrio, secolare questione senza, fino ad oggi, via di uscita.

Oltre all’esporre compiutamente questi nuovi e avvincenti traguardi, il libro di Paoli è godibile anche per la messe di esperimenti, esperienze concrete e osservazioni scientifiche portate a corredo.
Infine, la presenza di utili e chiari disegni e tabelle illustrative (il test di Turing, la simbiosi fiore-insetto ecc.) conferma che quest’opera si pone come uno strumento prezioso non solo per chi è già esperto ma anche per chi voglia addentrarsi nei meandri di questa complessa e affascinante disciplina.

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Copyright (c) 1996-2002 by Jacopo Agnesina
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