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Io sto con i Verdi
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I paradossi temporali non esistono, ma sono frutto
della nostra limitata capacità di concepire il tempo
come “dimensione”, parzialmente isolabile al
pari delle tre coordinate spaziali. Il nostro modo di concepire
un viaggio nel tempo è molto confuso, poiché
in realtà è intimamente legato a concetti
quali destino o il libero arbitrio, anche se ci costa fatica
ammetterlo.
Normalmente si affronta la logica dei viaggi nel tempo
partendo da due paradigmi scientifici base.
Il primo paradigma teorico dei viaggi nel tempo è
una conseguenza della teoria della relatività. In
effetti già grazie alla dilatazione del tempo e la
contrazione dello spazio in funzione della velocità,
con un missile molto veloce possiamo “viaggiare”
nel tempo, ma solo IN AVANTI, cioè verso il futuro
(ciò è stato provato sperimentalmente). Un
esempio è il noto paradosso dei gemelli. Il gemello
più giovane non ha effettivamente viaggiato nel tempo,
ma è rimasto sospeso nel tempo rispetto ad un osservatore
posto sulla terra.
Noi siamo però avvezzi a pensare che il viaggio debba
essere fatto in entrambe le direzioni (passato e futuro)
ed in modo istantaneo. Questo è possibile in termini
teorici piegando il continuum spazio-tempo in modo che un
osservatore (il viaggiatore) possa vedere l’avvenimento
1 e l’avvenimento 2 invertiti, cioè l’avvenimento
2 sembra accadere prima dell’avvenimento 1. Questo
sarebbe attuabile alterando il continuum con parecchia energia
(o in luoghi dove la “gravità” crei delle
distorsioni)! La teoria della relatività è
deterministica, quindi viaggiando a ritroso nel tempo non
è possibile cambiare il corso degli eventi.
Einstein sosteneva che “Dio non gioca a dadi!”.
Un altro paradigma è quello quantistico, che nega
l’esistenza del tempo (almeno nella formulazione classica).
Spostarsi nel tempo significa spostarsi in altri strati
del multiverso (l’insieme dei vari universi possibili).
A differenza del modello einsteniano, il modello quantistico
prevede la possibilità di modificare la sequenza
di eventi già avvenuti semplicemente perché
ci si trova in un altro universo possibile (quindi non si
può modificare il proprio universo). E’ importante
notare, però, che l’insieme di tutte le varianti
concretizzate dai vari universi è comunque deterministica,
mentre è probabilistica nella distribuzione nei singoli
universi. Questo però non ci chiarifica la logica
dei viaggi nel tempo e i relativi paradossi. Ciò
è dovuto, almeno in parte, dall’idea di destino
che si è tramandata nei secoli in determinate classi
sociali, scientifiche e filosofiche.
[...]
Il testo nella sua versiona completa lo puoi scaricare -
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Per commenti, suggerimenti o domande puoi contattare l'autore,
dott. Antonio C. Codazzi, scrivendo al suo indirizzo email:
f_sophia@libero.it.
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