Presentazione
Ci presentiamo, noi che scriviamo, a voi che leggete. In
realtà è un’azione avventata: lettori
e scrittori si confondono. Non sembrano neppure due fronti
contrapposti, non lo sono, poiché non c’è
scrittore che non sia lettore: chi scrive, legge. D’altra
parte la lettura, meditata sui tempi “eonici”,
impone che si scriva, come se lo richiedesse. Ripeto, ci
presentiamo: c’è un foglio di carta (sul PC
è un foglio di vetro), sul quale si tracciano lettere,
stigmate (sul PC sono dipinte, sulla carta sono scavate
negli incavi della cellulosa), e dietro a tutto, sul fondo,
ci siamo noi (né sulla carta, né sul vetro).
Chi siamo? I nostri nomi non vi direbbero alcunché
(Valerio, Tommaso, Arianna, Pier Davide, Federico, Giulietta1[?],
Claudio, Alessandro, Luca…), sono nomi comuni, nomi
propri comuni che ci etichettano: “questo”,
“quel” tipo… Così ci chiamiamo
da lettori, tuttavia su La Ridda mostriamo il retro dell’erma
bifronte. Qualcosa debbo pur rivelarvelo, però, ad
esempio che la nostra iniziativa, per così dire,
vive da un anno e gode di ottima salute: si alimenta da
sé e genera buona prole sempre più numerosa.2
Quel che ci proponiamo non si lascia riassumere nelle poche
righe di una presentazione, richiede spazio e volontà
di comprendere, richiede philia. Il panorama, poi, è
quello vercellese, novarese e della Val Sesia: due fiumi,
una valle, una pianura e il riso (la mesopotamia). Ma questo
è niente, perché l’orizzonte è
un altro, inscritto e prescritto sulla carta, e dalla carta
all’idea… Suvvia, basta. Leggete…
I Riddici
Note
1 Ospitiamo attori che sono imperscrutabili anche
per noi stessi: non conosciamo l’identità di
tutti i Riddici…
2 Almeno in nota è più che doveroso
ringraziare l’associazione studentesca EOS che ha
per-messo l’ultimo e più cospicuo numero.