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INTELLIGENZA ARTIFICIALE introduzione ed esempi

Il termine Intelligenza Artificiale è stato coniato da John McCarthy della Stanford University durante uno storico simposio a cui hanno partecipato altri studiosi di questa disciplina tra Marvin Minsky e Herbert Simon.
L'Intelligenza Artificiale è una disciplina scientifica il cui scopo è studiare i meccanismi che sono alla base delle attività cognitive degli esseri umani come il ragionamento, la capacità di risolvere problemi, il linguaggio, etc. e l'eventuale loro riproduzione tramite programmi per computer. Tutto questo è nato dal fatto che molti scienziati considerano il pensiero umano come una forma di "calcolo" e che, quindi, è possibile riprodurlo con dei programmi per calcolatore. Anzi, alcuni di essi, credono che, in futuro, sarà possibile dotare un computer di un'intelligenza equivalente a quella umana.
L'Intelligenza Artificiale classica è costituita da due discipline: la prima è l'intelligenza artificiale forte che ritiene che un calcolatore, dotato di programmi opportuni, possa essere dotato di un'intelligenza vera indistinguibile da quella umana. Alla base di questa convinzione vi è la teoria che il pensiero umano sia una forma di calcolo non troppo diversa da quella usata per risolvere un problema e quindi perfettamente riproducibile attraverso uno o più algoritmi; la seconda è l'intelligenza artificiale debole che sostiene che un elaboratore opportunamente programmato sia solo in grado di simulare alcuni dei processi mentali e non di riprodurli effettivamente. In tal caso un computer sembrerà possedere capacità intellettive ma in realtà eseguirà solamente una serie di operazioni pre-impostate che hanno lo scopo di fornire un risultato identico a quello che produrrebbe il cervello umano. Entrambe le discipline condividono alcuni concetti come il fatto che per riprodurre o simulare il comportamento intelligente sia necessario realizzare dei programmi in grado di elaborare delle informazioni.
Recentemente è nata una nuova disciplina, chiamata connessionismo la quale sostiene che per riprodurre o simulare il comportamento intelligente sia necessario replicare, tramite un elaboratore, il funzionamento del cervello umano a livello cellulare. In tal modo si replica il funzionamento dei singoli neuroni e si simulano le connessioni che trasmettono le informazioni fra un neurone e l'altro. Le applicazioni reali di questa tecnologia hanno dato origine alle reti neurali: sistemi in grado di evolversi e di apprendere in base agli stimoli a cui vengono sottoposti (saranno oggetto di uno dei prossimi dossier).
Un'applicazione di Intelligenza Artificiale deve essere in grado di acquisire e rappresentare le informazioni (la conoscenza) relative al compito da eseguire e di elaborarle utilizzando meccanismi che possono sembrare intelligenti. L'immagazzinamento delle informazioni e la loro elaborazione avviene utilizzando i meccanismi tipici dell'intelligenza umana come la deduzione, l'inferenza, il ragionamento logico, la generazione e la valutazione di ipotesi e l'apprendimento.
Nell'ambito dell'intelligenza artificiale si possono distinguere le seguenti sottoaree principali che prendono il nome di applicazioni di primo livello dell'IA:
x comprensione del linguaggio naturale parlato e scritto;
x manipolazione di oggetti;
x visione e riconoscimento delle forme;
x giochi (scacchi, dama,...);
x dimostrazione di teoremi matematici non banali;
x scrittura automatica di programmi per l'elaborazione delle informazioni.
Gli obiettivi delle applicazioni di primo livello sono il chiarimento dei meccanismi base che sottendono l'intelligenza umana e la verifica sperimentale dei meccanismi intellettuali già conosciuti.
Esistono poi i temi centrali dell'Intelligenza Artificiale. Essi sono:
x ragionamento comune; risoluzione di problemi; deduzione;
x modelli e rappresentazione della conoscenza;
x sistemi di programmazione e linguaggi per la realizzazione di sistemi intelligenti;
x ricerca euristica.

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