I CENTO TALLERI
casa editrice Il Prato, Padova |
Collana filosofica diretta da
Jacopo Agnesina
e
Diego Fusaro |
I Cento Talleri, presentazione della collana
[presentazione collana] [volumi pubblicati] [prossime uscite] [progetto scuole]
“Un po’ per pietà, un po’ per negligenza e un po’ per calcolo, si lascia vivacchiare la filosofia in un ambito accademico sempre più stretto, dove si tende sempre più a sostituirla con la tautologia organizzata”
Così scriveva Adorno nei Minima moralia (§ 41) più di trent’anni fa: e non ci pare che, rispetto ai tempi in cui egli scriveva, la situazione sia molto cambiata. Infatti sembra che oggi la filosofia goda di ben poco spazio all’interno della nostra società, che, quando non se n’è sbarazzata, l’ha relegata in quell’ambito accademico che, anziché favorirne lo sviluppo, troppo spesso l’ha snaturata tramutandola in “tautologia organizzata”, in banali filastrocche ripetute da professori dall’alto della loro cattedra. La filosofia pare aver smarrito la sua forza critica, la sua natura dialogica, la sua tensione verso una verità cercata perché non posseduta.
Risalendo la corrente al rovescio, “I Cento talleri” è una collana che si propone di riscoprire i testi filosofici dimenticati, riproponendoli in maniera fedele, senza corrompere la loro integrità e, pertanto, restituendo la voce ai filosofi e alla loro critica spietata delle storture dell’esistente: ed è in vista di questo difficile e ambizioso obiettivo, che la nostra collana vuole riscoprire i pensatori, i temi, le linee di pensiero più celati e “scomodi”, quelli di cui il nostro tempo vorrebbe essersi definitivamente sbarazzato perché portatori di verità “altre”, perché in perenne alterco con lo status quo, perché non disposti a scendere a patti col mondo.
In particolare, ci proponiamo la riscoperta di quel “filone minoritario” della nostra tradizione culturale che corre parallelo al filone principale (metafisico e pacificante, dogmatico e contemplante verità già date) e che ad esso è stato fino ad oggi indebitamente subordinato. Un filone critico, antidogmatico e, talvolta, insolente, che trova la sua massima espressione nella figura del “parresiasta” di cui diceva Michel Foucault: il parresiasta è il critico per eccellenza, colui che non accetta le verità di comodo e i giochi di potere, colui che smaschera ciò che non va e sbotta verità che feriscono la coscienza smuovendola dal suo torpore e dall’indifferenza in cui è ibernata. |
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I Cento Talleri, volumi pubblicati
[presentazione collana] [volumi pubblicati] [prossime uscite] [progetto scuole]
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| -> Il Trattato Decisivo, Averroé - a cura di Jacopo Agnesina
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Averroé, arabo nato nel 1126 a Cordova (Spagna), divenne presto noto in Occidente grazie ai suoi prestigiosi commentari delle opere di Aristotele e Platone: adottati come “testi di riferimento” nella emergente Facoltà delle Arti di Parigi, vennero utilizzati anche da Alberto Magno e Tommaso d’Aquino. «Averoìs ch’el gran commento feo», con queste parole viene ricordato da Dante, che lo colloca nel Limbo, in compagnia di sapienti e patriarchi.
Con Il Trattato decisivo sulla natura della connessione tra Religione e Filosofia, sconosciuto nel medioevo latino, Averroé vuole dimostrare che la Religione, se correttamente interpretata, invita alla speculazione razionale. “Il vero non contrasta con vero”, è la formula, di sapore aristotelico, che costituisce lo zoccolo duro delle argomentazioni di questo Trattato; seguendo Averroé, le Scritture e la Scienza non possono che concordare, le contraddizioni che si generano saranno solo apparenti, risolvibili con una lettura allegorica del Testo Sacro. Ma non tutti gli uomini debbono poter accedere a queste interpretazioni: esse sono tanto illuminanti quanto pericolose per la facilità con la quale possono essere strumentalizzate.
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| -> Filosofia e speranza. Ernst Bloch e Karl Löwith interpreti di Marx, Diego Fusaro |
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Uno dei maggiori problemi irrisolti che Karl Marx ha lasciato in eredità ai suoi interpreti riguarda la legittimità della speranza in sede pratica e teoretica, tanto nella cornice del suo pensiero quanto nel più ampio orizzonte della filosofia. L’intera opera marxiana sembra enigmaticamente in bilico tra le opposte dimensioni della scienza e della speranza. La linea interpretativa adottata da Ernst Bloch e da Karl Löwith scorge in Marx il filosofo della speranza più che della scienza, riconoscendo nella sua riflessione un’ineludibile tensione utopica rispetto alla quale la scienza sarebbe un fenomeno secondario e funzionale. Entrambi sostengono la centralità del momento della speranza in Marx, ma in forza delle concezioni antitetiche di questo sentimento che essi fanno valere all’interno della propria riflessione filosofica, finiscono poi per valutarlo in maniera opposta.
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I Cento Talleri, progetto scuole
[presentazione collana] [volumi pubblicati] [prossime uscite] [progetto scuole]
I Cento Talleri, frutto della proficua colloborazione tra due dei siti filosofici più conosciuti in italia, nascono con un triplice obiettivo: dare spazio a filosofi e tematiche che stanno "a margine"; proporre testi chiari e al contempo criticamente validi; bussare alla porta degli studenti, anche giovani, che si stanno avvicinando al mondo della Filosofia
Se per soddisfare i primi due punti il lavoro è stato a monte, alla "scrivania", il terzo punto dovrà al contrario sbocciare e divenire attuale ora, a pubblicazione avvenuta. In Italia si legge poco, troppo poco - ma questo è noto ed è quindi inutile ripetere la solita litania. I motivi, come è ovvio, sono molteplici: la velocità del mondo contemporaneo, la disaffezione per il "vecchio", il dominio dell'apparire, la scarsità di tempo, e se ne potrebbero elencare orde d'altri.
Per altro verso la volontà, la voglia di discutere l'un l'altro, su questioni più o meno elevate, non è per forza in diminuzione; oggi più che mai fioriscono talk show televisivi nei quali si discute insieme, a volte si litiga ma, cosa importante, ci si confronta. Eppure in essi c'é qualcosa che non va: manca profondità di pensiero, manca della "legna da ardere" nel fuoco della discussione; sono dibattiti sterili, viziati da pregiudizi e povertà culturale. Manca la capacità critica (unione sia di una metodologia che di un bagaglio culturale) che permettere di inserire la marcia in discussioni che altrimenti girerebbero a vuoto, non portando da nessuna parte.
Si è detto che la voglia di interattività con "l'altro" c'é. Si è detto che lettura riscuote pochi consensi. Non v'é forse un legame tra questi due asserti? Noi crediamo che troppo spesso il libro venga percepito come muto, non ne venga capita la dimensione dialogica; questo, palesemente falso per chi è già bibliofilo, è considerato pacifico tra i giovani e i giovanissimi.
Dunque non si tratta tanto di dare libri in mano ai giovani, quanto di far parlare i giovani coi libri.
In questa prospettiva, e con l'ausilio delle nuove tecnologie (strumento utilissimo che non deve essere scambiato per un fine), si colloca la nostra iniziativa: promuovere la diffusione dei nostri libri nelle scuole e contemporaneamente fornire agli studenti uno spazio di discussione nel quale possano formulare argomentazioni, porre quesiti, confrontarsi sia tra di loro sia con gli autori e i curatori dei testi che stanno leggendo.
Sicché, rivolgendoci a tutti i docenti, proponiamo di fornire i libri pubblicati nella collana I CENTO TALLERI, ad un prezzo ancora più vantaggioso di quello di copertina, a classi di scuola media superiore; per esse sarà predisposta una piattaforma web, un forum(*), entro il quale i ragazzi, dopo e durante la lettura, potranno discutere fra loro; e, per un tempo concordato, formulare domande direttamente all'autore/curatore, che provvederà ad instaurare un dialogo sulle tematiche proposte.
Per qualsiasi informazione su questa iniziativa potete scrivere all'indirizzo email jacopo@agnesina.it.
(*) Il forum sarà predisposto usando la struttura di funzionamento di www.filosofia.eu.org, Il forum della filosofia e dei suoi eroi.
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