Perché questa rubrica?
Lo chiediamo ai nostri 'esperti'...
Risponde Giulia Zara - Capita a tutti
di essere di fronte ad un quadro; lo si osserva, si discorre
in modo disinvolto con l’amico sui colori, ci si
massaggia il mento in segno d’approvazione, disegnando
in aria “sì, sì” col capo e…
intanto, nel proprio intimo, vagano banali domande come
“Chi è quello?” oppure “Ehm…ho
il nome sulla punta della lingua…non mi viene in
mente!”.
Scriverò in questa rubrica con l’intento
di farvi conoscere alcuni artisti, che dai loro contemporanei
sono spesso trascurati… dato che le opere sono ricompensate
soltanto con scherni o con indifferenza, lasciando gli
autori con molto amaro in bocca e, soprattutto, nell’animo.
Validi pittori ottengono durante la vita o dopo la morte
un giusto riconoscimento, ma vengono poi accantonati,
preferendo rappresentanti di correnti famose, e chi non
segue i dettami di un certo movimento artistico, ma esprime
individualmente il proprio talento, è meno considerato.
Chi leggerà, potrà assaporare un “aperitivo”
di ciò che significa vivere con una passione, con
un regalo, a volte scartato non immediatamente, formato
da quattro lettere: A R T E!
Perciò, “ciak!” entriamo nel “set”,
che ripropone tanti scorci del Novecento e la prima inquadratura
è Parigi.
Risponde Gianluca Forgione - Scolasticamente danneggiata
forse da un’idea turistica e supplementare che le
si attribuisce, la storia dell’arte ha sempre goduto
presso gli istituti di formazione di un’esistenza
e consistenza ridottissima, a causa del poco tempo che
le è stato dedicato e, nei limiti di esso, di docenti
tante volte dalla preparazione accademica inappropriata.
Ultimamente si è cercato di ovviare alla sempre
più imbarazzante ignoranza di noi italiani nei
confronti del nostro patrimonio, che è il più
ricco del mondo, attraverso pubblicazioni accessibili
da parte dei giornali o per mezzo dell’azione democratica
e popolare della televisione. Coscienti del bisogno, che
ognuno ha, di interrompere il mutismo che caratterizza
le opere d’arte, cercheremo di rivivere i momenti
cruciali dell’arte italiana, includendo nelle monografie
di volta in volta presentate ampi cenni del periodo in
questione, evidenziandone i legami storico-filosofici
e i rapporti con gli artisti contemporanei. Inizieremo
illustrando la vita e le opere di un artista che occupa
un ruolo fondamentale nello sviluppo successivo del Rinascimento:Filippo
Lippi. Memore della rivoluzionaria opera di Masaccio,
Fra Filippo rende propria la volumetria e il plasticismo
del pittore fiorentino, rendendo possibile con il suo
contributo la grandezza del punto formalmente più
alto del primo Rinascimento: Sandro Botticelli.
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