|
Di questi tempi il chiacchiericcio intorno
alla questione bellica, con annessi e connessi, si leva,
roboante e fastidiosa, da ogni angolo di mondo. Il globo
stesso par diviso, similmente ad una delle noccioline tostate
che tanto salato piacere portano al mio palato, in due fazione
distinte e contrapposte: i pro-americani e gli anti-americani;
non posso credere alle parole di chi, come il sindacalista
Epifani, fa della frase "né con Bush, né
con Saddam" un vessillo - parliamoci chiaro, son tutte
fandonie: oggi si può essere "o con Bush o contro
Bush"; chi è con Bush è evidentemente
contro Saddam, chi è contro Bush può essere
contro od a favore di Saddam... ma è già un
"secondo stadio", un sottoinsieme (questo vale
per entrambi).
Questo dovuto preambolo è solo per contestualizzare
il mio intervento: non voglio esser tacciato come antiamericano
e men che meno godrei nell'esser idenficato come yankee.
Veniamo al succo. Nel titolo ho scritto "Le vittime
DELLA Libertà" - chi sono queste? Sono forse
le famiglie dei poveri Irakeni? Sì, ma su di loro
già troppi rosari si son detti, oramai prova compassione
per loro pure il muro maestro di casa mia; chi è
davvero vittima della propria (pseudo)libertà? Per
dio, i soldati Americani! Scusate gente ma li avete visti?
Li aveti guardati negli occhi, avete sentito anche solo
di striscio le loro storie personali? Sono persone raccolte
dal "rastrello" dell'esercito come le cacche secche
dei miei cani vengono raccolte dal rastrello che uso in
giardino. Sono l'emblema del fallimento della società
Libera; sono l'emblema del fallimento del sogno Americano.
Signori, mentre Bush si diletta coi cagnetti tra i monti,
manco fosse una Heidi a stelle e strisce, le ragazze madri,
i figli della periferia, i border-line, gli immigrati, per
non affogare nell'oceano della libertà sono costretti
a "divorarsi" l'un l'altro... se non sei competitivo,
brillante, bello, luccicante... sei carne da macello, braccio
armato dei potenti che si fanno la guerra.
«
...quant i padrùn e i cumendatùr, han
fa e disfà in fra de lur, e mi a m'han menà
a San Vitùr... » [Nanni Svampa, "Canzon
per el Rotamatt" - da Georges Brassens, "Chanson
pour l'Auvergnat"]
Cordiali
Saluti,
Jacopo [28 Marzo, 2003]
-
- -
Questo
post è stato riportato dall'Amico Stefano
Fogato sul forum del Corriere ed ha ricevuto una importante
(e per certi versi toccante) risposta; mi sembra giusto
riportarla:
« Ho visto il suo commento nel corriere solo una breve
nota. Sono d'accordo con quello che dice: alcuni soldati
sono la senza accorgerselo. Ho un conoscente nelle Bahamas,
o meglio un amico della mia ragazza anche lei delle Bahamas,
che per ricevere una "sponsorship" per fare l'universita'
(ln America l'educazione come la sanita' costa) ha svolto
il servizio militare in america. Stava finendo l'ultimo
anno, appena sposato e l'han chiamato! Adesso e' da qualche
parte giu' in una base, forse andra' forse non andra' in
Iraq. Poi la mia ragazza mi ha detto che ci sono altri cinque
bahamensi sul fronte, anche loro per qualche motivo si sono
arruolati e sono la a combattere una guerra che non gliene
frega un cazzo! Questi soldati non gli chiamerei cacche
secche di cani, anche se capisco quello che voglio dire,
ma bensi' insetti da collezzione, che nel loro volo della
vita sono caduti nel retino di qualche sadico bambino e
padre (Bush e la sua amministrazione) per poi essere archiviati
in gialli fogli su un impolverato scaffale, e poi esseri
definitavamente incisi in "memorial" di marmo
con i loro nomi .....nel nome dell'america. Solo per presentarmi,
mi chiamo Dario Balboni e sto facendo l'universita' in Inghilterra:
cosi sto proprio vivendo la guerra in diretta. ho inserito
una
poesia da me scritta, ancora prima di leggere il suo
commento. »
Dario Balboni
|