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Pillole di Saggezza
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NEGARE LA VERITA' E' IMPOSSIBILE a cura di: Tommaso Di Brango

1. La proposizione categorica è la congiunzione di soggetto e predicato.
1.02. Congiungere soggetto e predicato significa predicare qualcosa del soggetto
1.03. Ogni predicazione di un soggetto consiste in un enunciato che mira alla propria veridicità
1.04. Ogni proposizione categorica è un enunciato
1.05. Enunciare significa esporre il proprio pensiero
1.06. Il pensiero esposto (enunciato) in forma di proposizione filosofica è un pensiero che mira alla evidenziazione di qualcosa
1.07. Evidenziare significa far affiorare ciò che è nascosto
1.08. La proposizione filosofica non può non essere una congiunzione di soggetto e predicato (se così non fosse si avrebbero funzioni proposizionali, non proposizioni).
1.09. La funzione proposizionale è la presenza del solo predicato e necessita dell’aggiunzione di un soggetto.
1.10. Una proposizione filosofica è una proposizione categorica
1.11. Non può darsi valore di proposizione a una funzione proposizionale, perché così se ne negherebbe la natura di funzione proposizionale
1.12. Una funzione proposizionale, in quanto tale, non è né vera né falsa, perché vera o falsa può essere solo la proposizione.
1.13. Ciò che non è né vero né falso, cioè la funzione proposizionale, non può essere in maniera alcuna un enunciato, poiché l’enunciato mira alla evidenziazione di ciò che evidente non è, ma evidenziare qualcosa significa mostrare la sua congiungibilità di soggetto a un predicato. Essendo la funzione proposizionale priva di soggetto non può darsi che congiunga nulla a meno che non la si trasmuti in proposizione
1.14. Essendo impossibile, alla funzione proposizionale, essere enunciato, le è anche impossibile essere un elemento avente validità filosofica
1.15. La funzione proposizionale va esclusa dal proprio campo d’indagine
1.16. L’attribuzione di un predicato a un soggetto, propria della speculazione filosofica pura, è la formazione di una proposizione avente pretesa di verità
1.17. La pretesa di verità è insufficiente a far sì che una proposizione sia vera, che altrimenti non sarebbe pretesa, ma verità stessa
1.18. Perché si possa dire che una proposizione è vera si deve dimostrarla
1.19. Dimostrare la veridicità di una proposizione significa evidenziare il suo valore oggettivo
1.20. La validità oggettiva di una proposizione è la sua veridicità in sé, prescindente il soggetto pensante
1.21. La dimostrazione consiste nell’evidenziazione intersoggettiva della veridicità di determinate proposizioni, cioè nel mostrare la validità oggettiva di una proposizione.
1.22. La dimostrazione consiste, quindi, nell’evidenziazione della veridicità in sé di una proposizione
1.23. Una proposizione è vera se oggettiva
1.24. Una proposizione è oggettiva se congiunge un soggetto oggettivo a un predicato altrettanto oggettivo, cioè è vera se congiunge logicamente ciò che ontologicamente è congiunto e disgiunge ciò che è disgiunto
1.25. Ogni proposizione, in quanto avente pretesa di oggettività, mira a congiungere logicamente ciò che ontologicamente è congiunto o a disgiungere ciò che è disgiunto
1.26. Ogni proposizione o enunciato filosofico non può ritenersi privo di natura assertoria se vuol ritenersi vero
1.27. L’asserzione è l’elemento che conferisce veridicità a una proposizione
1.28. Ciò che non esiste non può costituire l’elemento assertorio di una proposizione
1.29. L’asserzione può essere la verità, l’essere, il pensiero, il linguaggio e tutto ciò a cui si fa riferimento
1.30. Non si può pensare una proposizione non avente come elemento assertorio la verità, poiché essendo la forza veritativa della proposizione basata sulla sua veridicità, la verità sta necessariamente alla base dell’enunciato
1.31. Ogni proposizione (o enunciato) ha come elemento conferente forza assertoria la verità
1.32. E’ possibile incontrare pensatori che negano l’esistenza della Verità (Gorgia, Protagora, Nietzsche, Feyerabend, Kuhn e altri)
1.33. Negare l’esistenza della Verità significa negare l’esistenza del fine della conoscenza, e negare l’esistenza del fine della conoscenza significa negare la possibilità che il pensiero possa trovare esposizione nella proposizione con veridicità, quindi significa anche negare l’esistenza di pensieri veri e di proposizioni vere
1.34. Negare l’esistenza della Verità è, prescindendo dalla proposizione, cioè dall’esposizione del pensiero, impossibile, giacché è evidente che nel momento in cui si nega che la Verità esista si disgiungono un soggetto e un predicato, cioè si attua una proposizione
1.35. Risulta tuttavia impossibile ritenere la proposizione “La Verità non esiste” una proposizione categorica, giacché una proposizione categorica è una proposizione che congiunge soggetto e predicato, mentre in questo caso si è di fronte a una proposizione che disgiunge soggetto e predicato
1.36. Tuttavia è impossibile anche credere che una proposizione di tal genere possa essere priva di forza assertoria, poiché in quanto proposizione essa stessa ha pretesa di veridicità disgiungendo ciò che essa reputa disgiunto nella realtà
1.37. Il contenuto dell’enunciato “La Verità non esiste” è l’inesistenza della Verità
1.38. La forza assertoria di tale enunciato non può non essere costituita dalla Verità stessa
1.39. Ciò che non esiste non può essere costituente la forza assertoria di nulla, come abbiamo visto, tuttavia è anche impossibile che una proposizione sia priva di forza assertoria
1.40. Essendo che nessuna proposizione può essere munita di forza assertoria se tale forza non consiste nella verità della proposizione risulta chiaro che nella proposizione “La Verità non esiste” si verifica una contraddizione tra il contenuto dell’enunciato e la sua forza assertoria, poiché l’enunciato nega ciò su cui si basa
1.41. Un enunciato non può basarsi su ciò che non esiste a meno che non sia oggettivamente falso
1.42. Quindi l’enunciato “La Verità non esiste”, negando l’esistenza dell’elemento costituente la sua forza assertoria, cioè di ciò che è alla sua base, afferma di essere falso nel momento stesso in cui viene proferito
1.43. Un enunciato falso che afferma di essere falso pretendendo di essere vero è assurdo
1.44. Si potrebbe, tuttavia, ribattere che chi afferma l’inesistenza della Verità presuppone la falsità di ogni proposizione e rilevare la falsità della proposizione “La Verità non esiste” non significa altro che assentire al suo contenuto
1.45. Una risposta del genere è, in realtà, un sofisma, poiché una tesi che afferma di essere falsa pretende la veridicità della propria affermazione, cioè la veridicità della falsità del proprio contenuto, ma ancora una volta non fa altro che contraddirsi, perché pretende di attribuire veridicità all’enunciato secondo cui la tesi dell’inesistenza della Verità è falsa e in base a tale veridicità pretende di dimostrare che l’enunciato il cui contenuto ha ora dichiarato falso è vero.
1.46. Una proposizione categorica o è vera o è falsa, quindi non si può pretendere che sia vera e falsa al contempo (in ciò il principio di non contraddizione è inattaccabile)
1.47. Non è dunque possibile dire che la Verità non esiste senza cadere in contraddizione
1.48. La Verità esiste

Per commenti, suggerimenti o domande puoi contattare l'autore, Tommaso Di Brango, scrivendo al suo indirizzo email: tommasodibrango@email.it.

Copyright (c) 1996-2002 by Jacopo Agnesina
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