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Io sto con i Verdi
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1. La proposizione categorica è la congiunzione
di soggetto e predicato.
1.02. Congiungere soggetto e predicato significa predicare
qualcosa del soggetto
1.03. Ogni predicazione di un soggetto consiste in un enunciato
che mira alla propria veridicità
1.04. Ogni proposizione categorica è un enunciato
1.05. Enunciare significa esporre il proprio pensiero
1.06. Il pensiero esposto (enunciato) in forma di proposizione
filosofica è un pensiero che mira alla evidenziazione
di qualcosa
1.07. Evidenziare significa far affiorare ciò che
è nascosto
1.08. La proposizione filosofica non può non essere
una congiunzione di soggetto e predicato (se così
non fosse si avrebbero funzioni proposizionali, non proposizioni).
1.09. La funzione proposizionale è la presenza del
solo predicato e necessita dell’aggiunzione di un
soggetto.
1.10. Una proposizione filosofica è una proposizione
categorica
1.11. Non può darsi valore di proposizione a una
funzione proposizionale, perché così se ne
negherebbe la natura di funzione proposizionale
1.12. Una funzione proposizionale, in quanto tale, non
è né vera né falsa, perché vera
o falsa può essere solo la proposizione.
1.13. Ciò che non è né vero né
falso, cioè la funzione proposizionale, non può
essere in maniera alcuna un enunciato, poiché l’enunciato
mira alla evidenziazione di ciò che evidente non
è, ma evidenziare qualcosa significa mostrare la
sua congiungibilità di soggetto a un predicato. Essendo
la funzione proposizionale priva di soggetto non può
darsi che congiunga nulla a meno che non la si trasmuti
in proposizione
1.14. Essendo impossibile, alla funzione proposizionale,
essere enunciato, le è anche impossibile essere un
elemento avente validità filosofica
1.15. La funzione proposizionale va esclusa dal proprio
campo d’indagine
1.16. L’attribuzione di un predicato a un soggetto,
propria della speculazione filosofica pura, è la
formazione di una proposizione avente pretesa di verità
1.17. La pretesa di verità è insufficiente
a far sì che una proposizione sia vera, che altrimenti
non sarebbe pretesa, ma verità stessa
1.18. Perché si possa dire che una proposizione
è vera si deve dimostrarla
1.19. Dimostrare la veridicità di una proposizione
significa evidenziare il suo valore oggettivo
1.20. La validità oggettiva di una proposizione
è la sua veridicità in sé, prescindente
il soggetto pensante
1.21. La dimostrazione consiste nell’evidenziazione
intersoggettiva della veridicità di determinate proposizioni,
cioè nel mostrare la validità oggettiva di
una proposizione.
1.22. La dimostrazione consiste, quindi, nell’evidenziazione
della veridicità in sé di una proposizione
1.23. Una proposizione è vera se oggettiva
1.24. Una proposizione è oggettiva se congiunge
un soggetto oggettivo a un predicato altrettanto oggettivo,
cioè è vera se congiunge logicamente ciò
che ontologicamente è congiunto e disgiunge ciò
che è disgiunto
1.25. Ogni proposizione, in quanto avente pretesa di oggettività,
mira a congiungere logicamente ciò che ontologicamente
è congiunto o a disgiungere ciò che è
disgiunto
1.26. Ogni proposizione o enunciato filosofico non può
ritenersi privo di natura assertoria se vuol ritenersi vero
1.27. L’asserzione è l’elemento che
conferisce veridicità a una proposizione
1.28. Ciò che non esiste non può costituire
l’elemento assertorio di una proposizione
1.29. L’asserzione può essere la verità,
l’essere, il pensiero, il linguaggio e tutto ciò
a cui si fa riferimento
1.30. Non si può pensare una proposizione non avente
come elemento assertorio la verità, poiché
essendo la forza veritativa della proposizione basata sulla
sua veridicità, la verità sta necessariamente
alla base dell’enunciato
1.31. Ogni proposizione (o enunciato) ha come elemento
conferente forza assertoria la verità
1.32. E’ possibile incontrare pensatori che negano
l’esistenza della Verità (Gorgia, Protagora,
Nietzsche, Feyerabend, Kuhn e altri)
1.33. Negare l’esistenza della Verità significa
negare l’esistenza del fine della conoscenza, e negare
l’esistenza del fine della conoscenza significa negare
la possibilità che il pensiero possa trovare esposizione
nella proposizione con veridicità, quindi significa
anche negare l’esistenza di pensieri veri e di proposizioni
vere
1.34. Negare l’esistenza della Verità è,
prescindendo dalla proposizione, cioè dall’esposizione
del pensiero, impossibile, giacché è evidente
che nel momento in cui si nega che la Verità esista
si disgiungono un soggetto e un predicato, cioè si
attua una proposizione
1.35. Risulta tuttavia impossibile ritenere la proposizione
“La Verità non esiste” una proposizione
categorica, giacché una proposizione categorica è
una proposizione che congiunge soggetto e predicato, mentre
in questo caso si è di fronte a una proposizione
che disgiunge soggetto e predicato
1.36. Tuttavia è impossibile anche credere che una
proposizione di tal genere possa essere priva di forza assertoria,
poiché in quanto proposizione essa stessa ha pretesa
di veridicità disgiungendo ciò che essa reputa
disgiunto nella realtà
1.37. Il contenuto dell’enunciato “La Verità
non esiste” è l’inesistenza della Verità
1.38. La forza assertoria di tale enunciato non può
non essere costituita dalla Verità stessa
1.39. Ciò che non esiste non può essere costituente
la forza assertoria di nulla, come abbiamo visto, tuttavia
è anche impossibile che una proposizione sia priva
di forza assertoria
1.40. Essendo che nessuna proposizione può essere
munita di forza assertoria se tale forza non consiste nella
verità della proposizione risulta chiaro che nella
proposizione “La Verità non esiste” si
verifica una contraddizione tra il contenuto dell’enunciato
e la sua forza assertoria, poiché l’enunciato
nega ciò su cui si basa
1.41. Un enunciato non può basarsi su ciò
che non esiste a meno che non sia oggettivamente falso
1.42. Quindi l’enunciato “La Verità
non esiste”, negando l’esistenza dell’elemento
costituente la sua forza assertoria, cioè di ciò
che è alla sua base, afferma di essere falso nel
momento stesso in cui viene proferito
1.43. Un enunciato falso che afferma di essere falso pretendendo
di essere vero è assurdo
1.44. Si potrebbe, tuttavia, ribattere che chi afferma
l’inesistenza della Verità presuppone la falsità
di ogni proposizione e rilevare la falsità della
proposizione “La Verità non esiste” non
significa altro che assentire al suo contenuto
1.45. Una risposta del genere è, in realtà,
un sofisma, poiché una tesi che afferma di essere
falsa pretende la veridicità della propria affermazione,
cioè la veridicità della falsità del
proprio contenuto, ma ancora una volta non fa altro che
contraddirsi, perché pretende di attribuire veridicità
all’enunciato secondo cui la tesi dell’inesistenza
della Verità è falsa e in base a tale veridicità
pretende di dimostrare che l’enunciato il cui contenuto
ha ora dichiarato falso è vero.
1.46. Una proposizione categorica o è vera o è
falsa, quindi non si può pretendere che sia vera
e falsa al contempo (in ciò il principio di non contraddizione
è inattaccabile)
1.47. Non è dunque possibile dire che la Verità
non esiste senza cadere in contraddizione
1.48. La Verità esiste
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Per commenti, suggerimenti o domande puoi contattare l'autore,
Tommaso Di Brango, scrivendo al suo indirizzo email: tommasodibrango@email.it.
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