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Ok, caro Jacopo cercherò di raccontarti
questa storiella, poi decidi tu. Tutto iniziò 21
anni fa quando da Padova mi trasferii in una piccola isola
della Sicilia, Levanzo, corredata da 8 Kmq di terra e 100
abitanti, arcipelago Egadi a 110 Km. da Cartagine. Lì
vi abitai 4 anno e furono anni in cui assaporai i migliori
gusti della vita. Mi potevo alzare il mattino con un pensiero
e andare a letto la sera con la continuazione di quel pensiero.
Anche per me adesso è inimmaginabile. comunque dopo
due anni affascinato dalla sicilia iniziai a fotografarla
specialmente in quelle cose che ereano in pericolo di vita:
salinai, tonnaroti, mastri d'ascia, le feste religiose e
la società in generale e in particolare. Essendo
diventato fotografo professionista sentivo di dovermi preparare
all'ingresso in societa e quindi iniziai a scandagliare
e scrivere su tutte le cose che nella vita avevo conosciuto:
politica, antropologia, filosofia, sul suicidio, sulla vita
ecc. ecc. Arrivo un momento inevitabile: visto che scrivevo
e usavo le parole il mio pensiero si concentrava sulla parola:
che cos'è la parola? perchè tutte le cose
si chiamano con un proprio nome? Mica c'è stato qualcuno
un giorno che le ha inventate. Volevo sapere perchè
le parole erano così fatte. che cos'è l'alfabeto?
Ma niente mi aiutava ad entrare più a fondo nel mondo
della parola. Sapevo che era possibile entrarci ma non sapevo
da dove, come fare? Un giorno in aliscafo mentre scrivevo
le mie solite note sulle mie riflessioni mi trovavo a scrivere
che le parole erano un'arma a doppio taglio e non so per
quale motivo, forse perchè l'avevo scritto in stampatello
la parola DOPPIO mi attirò verso di sè. Allora
presi la palla al balzo e iniziai il mio gioco. Mi dissi
che dovevo trovare dei sensi di doppio nella scrittura della
parola DOPPIO. La riscrissi in stampatello e venne DO PP
IO, DOVE LA O è IL DOPPIO della D, le due P sono
un doppio e IeO sono undoppio complementare, per semplificare:
fisico-metafisico, uomo-donna. Non potevo crederci, nella
parola doppio avevo trovato tre sensi di doppio. Arrrivato
a casa scrissi subito l'alfabeto mettendo per esempio sulle
stanghette della A una semicirconferenza tratteggiata per
rispettare il gioco diametro-circonferenza propostomi dalla
coppia DO. In questa maniera ero entrato nell'alfabeto,
nel magico mondo dei segni dove ogni lettera ha un suo significato
ben preciso. Nell'alfabeto sembra che due unità cerchino
di unirsi, le due stanghette della A separate dalla stanghetta
orizzontale che può anche essere la linea dell'orizzonte.
Sì, perchè l'alfabeto e le parole si leggono
appoggiate alla linea dell'orizzonte. Queste due unità
si uniscono per la prima volta nel movimento che c'è
tra la H e la I, ma l'alfabeto non finisce lì e quindi
la vita continua. Sì, perche l'alfabeto è
una storia, è la storia del nostro mondo, del nostro
universo. Dopo la I ci sono altri movimenti ed ecco che
una cellula , le due metà della A si riuniscono e
fanno una cellula.Ma una cellula da sola non fa niente e
difatti l'alfabeto non finisce qua, continua con le lettere
tra le più importanti P,Q,R,S. La P è la lettera
che intende preparazione,punto. L'asticella della parte
inferiore della P è il cammino di ricerca per arrivare
al punto. Nella Q questa asticella, questo cammino di ricerca
mette in comunicazione il suo interno con l'esterno(positivo),
nella R qull'asticella che ha in più della P eè
proprio la mamoria del cammino di ricerca ed è proprio
per questo che la R è la lettera che esprime la ricerca,
e poi c'è la S la lettera di Scio, sapere,scienza
che per me è la vera fine dell'alfabeto, le altre,
quelle dopo sono lettere strutturali, la S invece è
la visione piana dell'elica del DNA e come sempre gli antichi
sono riusciti ad avere delle intuizioni eccezionali , come
le lettere X e Y che poi non sono altro che la forma dei
nostri geni per la moltiplicazione della specie (X per).
Ma la V è la lettera di forza Vis, roboris e quando
uno è forte alza le braccia al cielo disegnando una
perfetta V con le braccia> codice cosmico. E allora ricapitolando
la A è la lettera di Apertura, che Apre come l'Alba
il giorno, la G è la lettera di introspezione, da
SONO si aggiunge per fare SOGNO, la H è la lettera
di mutamento silenzioso, probabilmente introspettivo, la
I è la lettera di unità e di fisici,persona,
la L è la lettera di liberta per la caduta libera
della I che la precede, la M è la lettera di movimento>
è una V di forza tra due sbarrette che sono i due
soggetti, N è il movimento per la O ma anche la sorella
della M nel movimento Mnemonico.La T è la lettera
di limite, di bilanciamento, di confine,e la U è
la lettera che esprime il pensiero compiuto difatti quando
pronunciamo la U con la lingua indichiamo il cervello. Sì
perche credo che sia aquisito che il nostro vivere è
tutta un'indicazione, i nostri gesti indicano sempre qualcosa,
d'altronde se ci pensiamo non potrebbe essere altrimenti.
Insomma mi ero perso nel mondo delle parole, le studiavo
in latino con la scrittura latina in stampatello così
ero sicuro di avere tra le mani una tradizione millenaria
arrivata giorno dopo giorno, sempre unita nel tempo fino
a me negli anni del 2000. un'ottimo punto di partenza. Nei
motivi per cui le parole sono scritte così c'è
tutta la saggezza delle genti antiche, ancora rivolte alla
ricerca pura e non interferiti da tutto ciò che per
noi oggi è interferenza. Mi sono messo allo specchi
a pronunciare le vocali e ho proprio riscoperto che la A
è la lettera di apertura in senso assoluto, quando
diciamo A apriamo la bocca, apriamo una parte di noi per
l'interlocutore senza mostrare i denti e cioè le
armi, cosa che succede di meno nella E che però è
una lettera che esprime apertura perche per pronuncoarla
si allargano le labbra, certo si mostrano un pò di
denti ma non quelli più pericolosi e cioè
i canini che si mostrano invece con la I la lettera di ira,
ironia ecc. La O si potrebbe dire che sia l'imitazione del
sole o qualcosa di circoscritto, nel senso grafico alcune
volte può intendere spazio cerebrale. La U esprime
proprio il senso di un pensiero di un cervello che pensa,
il suo segno è il disegno di un viso senza calotta
cranica, il che intende dire interscambio con l'ambiente.
Con le parole mi sono sbizzarrito moltissimo, le parole
latine più brevi, quelle più arcaiche, ti
posso fare un esempio con la parola SIMPLEX. Allora, guardando
la parola riconosco che all'interno di essa c'è la
parola Lex (devo dire che molte più parole di quante
possiamo immaginare sono formate da almeno due parole).
Allora leggo LEX>legge. Poi riconosco anche SI cioè
l'opposto del NO ma mi rimamangono MeP, come inserirle nel
significato della parola? Qui ebbi, per esempio una tipica
illuminazione e mi resi conto che nella sequenza dell'alfabeto
tre M e P ci sono N e O. Stupendo, allora avevo una lettura
. SI M(no)P LEX. Mi pare allora chiaro che la traduzione
in concetti di questa parola sia: per ogni SI detto c'è
un NO non detto e questa è una legge. e cioè
per ogni cosa che esiste ce n'è una che non esiste,
per ogni essere c'è il suo non essere e questa è
una legge. E certo che è una legge lo sappiamo tutti
questa cosa. Potrei dirti ancora molte cose dovrei tirare
fuore i miei scritti e scartabellarci all'interno. DIO vuol
dire DIMENSIONE IO e in latino invece voleva dire DIMENSIONE
LUI. Spero di non averti tediato e avro qualcosaltro di
interssante da dirti sta certo che ti scriverò.
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