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Pillole di Saggezza
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SULLE PAROLE... DOPPI RADDOPPIATI di: Stefano Fogato

Ok, caro Jacopo cercherò di raccontarti questa storiella, poi decidi tu. Tutto iniziò 21 anni fa quando da Padova mi trasferii in una piccola isola della Sicilia, Levanzo, corredata da 8 Kmq di terra e 100 abitanti, arcipelago Egadi a 110 Km. da Cartagine. Lì vi abitai 4 anno e furono anni in cui assaporai i migliori gusti della vita. Mi potevo alzare il mattino con un pensiero e andare a letto la sera con la continuazione di quel pensiero. Anche per me adesso è inimmaginabile. comunque dopo due anni affascinato dalla sicilia iniziai a fotografarla specialmente in quelle cose che ereano in pericolo di vita: salinai, tonnaroti, mastri d'ascia, le feste religiose e la società in generale e in particolare. Essendo diventato fotografo professionista sentivo di dovermi preparare all'ingresso in societa e quindi iniziai a scandagliare e scrivere su tutte le cose che nella vita avevo conosciuto: politica, antropologia, filosofia, sul suicidio, sulla vita ecc. ecc. Arrivo un momento inevitabile: visto che scrivevo e usavo le parole il mio pensiero si concentrava sulla parola: che cos'è la parola? perchè tutte le cose si chiamano con un proprio nome? Mica c'è stato qualcuno un giorno che le ha inventate. Volevo sapere perchè le parole erano così fatte. che cos'è l'alfabeto? Ma niente mi aiutava ad entrare più a fondo nel mondo della parola. Sapevo che era possibile entrarci ma non sapevo da dove, come fare? Un giorno in aliscafo mentre scrivevo le mie solite note sulle mie riflessioni mi trovavo a scrivere che le parole erano un'arma a doppio taglio e non so per quale motivo, forse perchè l'avevo scritto in stampatello la parola DOPPIO mi attirò verso di sè. Allora presi la palla al balzo e iniziai il mio gioco. Mi dissi che dovevo trovare dei sensi di doppio nella scrittura della parola DOPPIO. La riscrissi in stampatello e venne DO PP IO, DOVE LA O è IL DOPPIO della D, le due P sono un doppio e IeO sono undoppio complementare, per semplificare: fisico-metafisico, uomo-donna. Non potevo crederci, nella parola doppio avevo trovato tre sensi di doppio. Arrrivato a casa scrissi subito l'alfabeto mettendo per esempio sulle stanghette della A una semicirconferenza tratteggiata per rispettare il gioco diametro-circonferenza propostomi dalla coppia DO. In questa maniera ero entrato nell'alfabeto, nel magico mondo dei segni dove ogni lettera ha un suo significato ben preciso. Nell'alfabeto sembra che due unità cerchino di unirsi, le due stanghette della A separate dalla stanghetta orizzontale che può anche essere la linea dell'orizzonte. Sì, perchè l'alfabeto e le parole si leggono appoggiate alla linea dell'orizzonte. Queste due unità si uniscono per la prima volta nel movimento che c'è tra la H e la I, ma l'alfabeto non finisce lì e quindi la vita continua. Sì, perche l'alfabeto è una storia, è la storia del nostro mondo, del nostro universo. Dopo la I ci sono altri movimenti ed ecco che una cellula , le due metà della A si riuniscono e fanno una cellula.Ma una cellula da sola non fa niente e difatti l'alfabeto non finisce qua, continua con le lettere tra le più importanti P,Q,R,S. La P è la lettera che intende preparazione,punto. L'asticella della parte inferiore della P è il cammino di ricerca per arrivare al punto. Nella Q questa asticella, questo cammino di ricerca mette in comunicazione il suo interno con l'esterno(positivo), nella R qull'asticella che ha in più della P eè proprio la mamoria del cammino di ricerca ed è proprio per questo che la R è la lettera che esprime la ricerca, e poi c'è la S la lettera di Scio, sapere,scienza che per me è la vera fine dell'alfabeto, le altre, quelle dopo sono lettere strutturali, la S invece è la visione piana dell'elica del DNA e come sempre gli antichi sono riusciti ad avere delle intuizioni eccezionali , come le lettere X e Y che poi non sono altro che la forma dei nostri geni per la moltiplicazione della specie (X per). Ma la V è la lettera di forza Vis, roboris e quando uno è forte alza le braccia al cielo disegnando una perfetta V con le braccia> codice cosmico. E allora ricapitolando la A è la lettera di Apertura, che Apre come l'Alba il giorno, la G è la lettera di introspezione, da SONO si aggiunge per fare SOGNO, la H è la lettera di mutamento silenzioso, probabilmente introspettivo, la I è la lettera di unità e di fisici,persona, la L è la lettera di liberta per la caduta libera della I che la precede, la M è la lettera di movimento> è una V di forza tra due sbarrette che sono i due soggetti, N è il movimento per la O ma anche la sorella della M nel movimento Mnemonico.La T è la lettera di limite, di bilanciamento, di confine,e la U è la lettera che esprime il pensiero compiuto difatti quando pronunciamo la U con la lingua indichiamo il cervello. Sì perche credo che sia aquisito che il nostro vivere è tutta un'indicazione, i nostri gesti indicano sempre qualcosa, d'altronde se ci pensiamo non potrebbe essere altrimenti. Insomma mi ero perso nel mondo delle parole, le studiavo in latino con la scrittura latina in stampatello così ero sicuro di avere tra le mani una tradizione millenaria arrivata giorno dopo giorno, sempre unita nel tempo fino a me negli anni del 2000. un'ottimo punto di partenza. Nei motivi per cui le parole sono scritte così c'è tutta la saggezza delle genti antiche, ancora rivolte alla ricerca pura e non interferiti da tutto ciò che per noi oggi è interferenza. Mi sono messo allo specchi a pronunciare le vocali e ho proprio riscoperto che la A è la lettera di apertura in senso assoluto, quando diciamo A apriamo la bocca, apriamo una parte di noi per l'interlocutore senza mostrare i denti e cioè le armi, cosa che succede di meno nella E che però è una lettera che esprime apertura perche per pronuncoarla si allargano le labbra, certo si mostrano un pò di denti ma non quelli più pericolosi e cioè i canini che si mostrano invece con la I la lettera di ira, ironia ecc. La O si potrebbe dire che sia l'imitazione del sole o qualcosa di circoscritto, nel senso grafico alcune volte può intendere spazio cerebrale. La U esprime proprio il senso di un pensiero di un cervello che pensa, il suo segno è il disegno di un viso senza calotta cranica, il che intende dire interscambio con l'ambiente. Con le parole mi sono sbizzarrito moltissimo, le parole latine più brevi, quelle più arcaiche, ti posso fare un esempio con la parola SIMPLEX. Allora, guardando la parola riconosco che all'interno di essa c'è la parola Lex (devo dire che molte più parole di quante possiamo immaginare sono formate da almeno due parole). Allora leggo LEX>legge. Poi riconosco anche SI cioè l'opposto del NO ma mi rimamangono MeP, come inserirle nel significato della parola? Qui ebbi, per esempio una tipica illuminazione e mi resi conto che nella sequenza dell'alfabeto tre M e P ci sono N e O. Stupendo, allora avevo una lettura . SI M(no)P LEX. Mi pare allora chiaro che la traduzione in concetti di questa parola sia: per ogni SI detto c'è un NO non detto e questa è una legge. e cioè per ogni cosa che esiste ce n'è una che non esiste, per ogni essere c'è il suo non essere e questa è una legge. E certo che è una legge lo sappiamo tutti questa cosa. Potrei dirti ancora molte cose dovrei tirare fuore i miei scritti e scartabellarci all'interno. DIO vuol dire DIMENSIONE IO e in latino invece voleva dire DIMENSIONE LUI. Spero di non averti tediato e avro qualcosaltro di interssante da dirti sta certo che ti scriverò.

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