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Pillole di Saggezza
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SAGGIO FILOSOFICO SULL’AUTORE GOETHE
“L’ANIMA E LE AFFINITA’ ELETTIVE”
di: Giusi Bugia

In uno scrigno materiale che volgarmente chiamiamo “cuore” è custodita l’essenza della vita, “l’anima”…qualcosa di invisibile che suscita in noi sentimenti ed emozioni, per i nostri simili e per tutto ciò che ruota intorno al nostro essere.
Come due pianeti paralleli, ma completamente diversi, l’uomo è caratterizzato dalla forza fisica e spirituale poiché guarda impassibile solo al presente e con ragione sentendo di più il peso delle responsabilità, la donna invece è sensibile, da prima ragionevole, da non poterla contraddire, poi amorevole da far arrendere l’uomo volentieri ad ogni sua necessità.
Per quanto solitaria sia l’anima , l’uomo finisce con l’essere nella condizione di :
creditore o debitore.
Se incontra qualcuno da cui deve gratitudine se ne ricorda, se al contrario incontra qualcuno a cui deve gratitudine lo evita.
Confidarsi è naturale, ma nessuno aprirebbe il proprio cuore al suo simile se fosse consapevole di quanto spesso si possa essere fraintesi. (Accade frequentemente che non comprendendo la confidenza ricevuta venga riportata in un modo diverso dall’originale).
Il modo migliore per conoscere l’uomo non è farlo venire verso di noi, ma andare verso di lui. Nel momento in cui lo abbiamo conosciuto nel suo ambiente, nelle sue abitudini, nelle sue necessità coglieremo la vera essenza della sua anima.
La realizzazione di un sogno è lo scopo principale di ogni essere vivente, si guarda con piacere al futuro, poiché essendo incerto potrebbe o non potrebbe volgere a nostro favore.
Le cose straordinarie che accadono, quasi sempre non derivano da eventi soliti o semplici. Un cuore che cerca sa infatti che gli manca qualche cosa, così come un cuore che ha perduto l’amore sente il dolore e la privazione di quel che aveva .
L’amore…è l’unico sentimento ad avere ragione di esistere nel cuore. Nel lasciarsi andare ad esso nello sfuggirgli si può individuare una forza superiore alla scelta, “l’affinità elettiva”. Quel qualcosa di indefinito che ci spinge inevitabilmente verso un nostro simile allacciando relazioni lecite e più spesso in lecite, illudendoci di poter ritornare alla tranquilla situazione del passato, confinando nei limiti di un angolo di cuore il sentimento scatenatosi per nostro volere.
E allora…quante volte possiamo dire di poter amare nella nostra vita?
L’occasione crea incontri come fa dell’uomo un ladro. Nascono le passioni per bruciare l’anima, come malattie senza speranza, poiché niente può guarirle, ma può renderle solo più pericolose che mai. L’uomo è dunque per sua natura un traditore, il frenetico desiderio di vivere e di tutti i suoi bisogni il più esigente. Come far fronte a questa sua materialità? Con “la coscienza.”
Giunge il momento della rivalutazione delle situazioni, l’uomo scopre con sofferenza che si può mettere fine ad un dolore come inventarsi un piacere:
guardando al futuro, nonostante il dolore;
vivendo e pagando il prezzo dell’aver vissuto;
facendo esperienza perché ogni esperienza ha il suo valore;
rammentando che Dio è il vero amore che ci concede forza per sopportare il male quando viene.
L’anima… questa sconosciuta parte di noi che ci differenzia per cuore e cervello dalle bestie, sarà mai muta e spettatrice?
No ! Mai! Poiché nessuno vede con lucidità quando è coinvolto il suo cuore, non c’è libertà di azione e si è schiavi delle proprie convinzioni. Si può invece sacrificare il desiderio d’amore per evitare che altri soffrono e siano infelici, “con sforzo poiché dallo sforzo e data la forza e l’estremo sforzo non può essere il contrario”.

Per commenti sul testo puoi contattare l'autorice, Giusi Bugia, a questo indirizzo email: giusy423@inwind.it

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