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Pillole di Saggezza
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Biblioconsigli: LA FORMAZIONE DELL'UOMO IN SOCRATE Carlo Pancera

LA FORMAZIONE DELL’UOMO IN SOCRATE
Carlo Pancera
editrice CLUEB, Bologna, genn.2004 (duecento pagine, 18€)

Indice:
prima parte Il tema della paideia attorno al V sec.
§.1 le premesse
§.2 I nuovi approcci e la loro visione dell’educazione
§.3 L’educazione dei giovani ateniesi
§.4 I sofisti ad Atene
§.5 La cultura e la società ateniese
§.6 La commedia di Aristofane, e la funzione pedagogica del teatro
§.7 Socrate
§.8 Una vita di ricerca
§.9 Educare alla virtù
§.10 Il dibattito sui comportamenti
§.11 il dibattito sulle norme e le regole sociali
§.12 La maieutica del mentore
§.13 Le peculiarità del percorso socratico
§.14 La relazione maestro-allievo nel dialogo tra Socrate e il giovane Alcibiade
§.15 Il percorso intrapreso da Socrate con i suoi interlocutori
§.16 Il dialogo “socratico” intitolato a Lachete
§.17 Il "met-odo", o meglio le modalità di procedere socratiche Deùteros Ploùs = seconda navigazione
§.18 La tradizione
§.19 Gli insegnamenti impartiti agli allievi
§.20 Percorso di formazione e di iniziazione
§.21 Il dialogo socratico “Protagora” e il problema della “insegnabilità”
§.22 L’educare come un dovere civico
§.23 Formazione morale e civile
§.24 I làsciti socratici
§.25 Cosa resta del suo messaggio ?
§.26 ultime spigolature
27. Indici dei nomi citati (1. Antichi; 2. Moderni)
28. Riferimenti Bibliografici

Retrocopertina:
“in tutti gli uomini vi è per natura la volontà di sapere” (Aristotele, Meta-fisica, I, 980a)
Per Socrate tuttavia non si può giungere a conoscere la natura dell’uomo percorrendo la medesima via di ricerca con cui si giunge a conoscere la natura delle cose del mondo in cui viviamo.
La domanda potrebbe essere “che cos’è” l’essere umano: ma non è la domanda di Socrate, e comunque per lui questa sarebbe una di quelle domande destinate per lungo tempo a restare “provvisoriamente” senza risposta, o per lo meno con il punto interrogativo ancora in sospeso.
Prima di azzardarsi a tentare definizioni, né gli interessa questo, Socrate vuole cominciare ad indagare, e si domanda quale sia la via, il percorso, il met-odo, la modalità per fare ricerca sull’uomo. Innanzitutto cercando che cosa concorre a farne ciò che è, quali sono gli elementi della sua formazione, e indagare questi uno per uno. Quindi bisogna in primo luogo convincere chi ha volontà di sapere a compiere una conversione, dall’ occuparsi solo delle faccende quotidiane, alla ricerca filosofica, e dalla ricerca sulla natura delle cose, ad una di tipo diverso rivolta all’uomo stesso e quindi anche a sé medesimi. Poi a porre sotto indagine il mezzo principale con cui ci si esprime e si comunica, il linguaggio. Inoltre ritiene che non si possa giungere ad alcun risultato attraverso lo sforzo di pensiero del singolo, ma che si renda necessario, sia nella ricerca del sapere (filosofia), che in quella del da farsi (politica), la cooperazione di tutti coloro che si pongono queste ed altre domande che ritengono fondamentali e prioritarie, e che hanno volontà sincera di conoscere. Per capire dunque cosa determini l’uomo quale esso è, cioè che cosa sia e come si articoli la paideia, ovvero l’insieme dei fattori culturali e sociali che lo formano, l’unica via è aprire appunto un dialogo collettivo e continuativo tra gli stessi esseri umani, poiché la difficoltà per il soggetto di una simile impresa di ricerca, sta proprio nel fatto che si focalizzi l’indagine sul soggetto medesimo. Dobbiamo metterci faccia a faccia senza presunzione di sapere, cioè con piena disponibilità e senso di responsabilità. Si apre così la questione dell’ermeneutica del soggetto, prima e più che della natura umana, e quella della strutturazione di una paideia che predisponga le possibilità concrete di sviluppo di una consapevolezza critica diffusa.

Carlo Pancera, laureatosi in lettere all’università statale di Milano, ha insegnato alla facoltà di sociologia di Trento, è stato per un anno sabbatico visiting professor all'Università di Barcellona, e da molti anni ha la cattedra di storia della pedagogia alla Facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Ferrara, di cui è attualmente vice-preside. Tra i suoi libri: La rivoluzione francese e l’istruzione per tutti (Schena); L’utopia pedagogica rivoluzionaria del 1789 (Janua); Il pensiero educativo di Fénelon (NuovaItalia); Estudios de Historia de la infancia (PPU-Barcellona); Una vita tra politica e pedagogia: Jullien (Schena); L’educazione dei figli–il Settecento (Nuova Italia);Godwin sull’educazione (N.It.);Owen, l’armonia sociale: sull’ educazione (N.It.). Inoltre ha pubblicato saggi su alcune altre figure come Pestalozzi, Fleury, Soave….Nonché studi storici relativi alle problematiche pedagogiche sotto varie angolature, quali il lavoro manuale; il rapporto mastro artigiano/apprendista; la relazione precettore/allievo; l’utopia letteraria; la funzione della festività politica di piazza; l’istruzione popolare e l’alfabetizzazione; la socializzazione dell’infanzia povera; il galateo; la lettura e le letture.


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