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ANTOLOGIA FILOSOFICA MOSTRA BRANO
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Anarchia e statalismo

Del filosofo russo riportiamo alcuni passi di Stato e anarchia che riguardano la famosa polemica con Marx la quale vivacizzò tutto il dibattito interno alla Prima Internazionale. Bakunin è convinto che nel popolo sia presente un istinto naturale che lo guida verso l’anarchia e la distruzione di ogni forma di Stato. I “rivoluzionari dottrinari” con a capo Marx propendono invece per lo statalismo contro la rivoluzione del popolo.
M. Bakunin Stato e anarchia


Noi rivoluzionari-anarchici fautori dell’istruzione generale del popolo dell’emancipazione e del piú vasto sviluppo della vita sociale e di conseguenza nemici dello Stato e di ogni statalizzazione affermiamo in opposizione a tutti i metafisici ai positivisti e a tutti gli adoratori scienziati o non della scienza deificata che la vita naturale precede sempre il pensiero il quale è solo una delle sue funzioni ma non sarà mai il risultato del pensiero; che essa si sviluppa a partire dalla sua propria insondabile profondità attraverso una successione di fatti diversi e mai con una serie di riflessi astratti e che a questi ultimi prodotti sempre dalla vita che a sua volta non ne è mai prodotta indicano soltanto come pietre miliari la sua direzione e le varie fasi della sua evoluzione propria e indipendente.
In conformità con questa convinzioni noi non solo non abbiamo l’intenzione né la minima velleità d’imporre al nostro popolo o a qualunque altro popolo un qualsiasi ideale di organizzazione sociale tratto dai libri o inventato da noi stessi ma persuasi che le masse popolari portano in se stesse negli istinti piú o meno sviluppati dalla loro storia; nelle loro necessità quotidiane e nelle loro aspirazioni coscienti o inconsce tutti gli elementi della loro futura organizzazione naturale noi cerchiamo questo ideale nel popolo stesso; e siccome ogni potere di Stato ogni governo deve per la sua medesima essenza e per la sua posizione fuori del popolo o sopra di esso deve necessariamente mirare a subordinarlo a un’organizzazione e a fini che gli sono estranei noi ci dichiariamo nemici di ogni governo di ogni potere di Stato nemici di un’organizzazione di Stato in generale e siamo convinti che il popolo potrà essere felice e libero solo quando organizzandosi dal basso in alto per mezzo di associazioni indipendenti e assolutamente libere e al di fuori di ogni tutela ufficiale ma non fuori delle influenze diverse e ugualmente libere di uomini e di partiti creerà esso stesso la propria vita.
Queste sono le convinzioni dei socialisti rivoluzionari e per questo ci chiamano anarchici. Noi non protestiamo contro questa definizione perché siamo realmente nemici di ogni autorità perché sappiamo che il potere corrompe sia coloro che ne sono investiti che coloro i quali devono soggiacervi. Sotto la sua nefasta influenza gli uni si trasformano in despoti ambiziosi e avidi in sfruttatori della società in favore della propria persona o casta gli altri in schiavi.
[...] È chiaro allora perché i rivoluzionari dottrinari che si sono assunta la missione di distruggere i poteri e gli ordini esistenti per creare sulle loro rovine la propria dittatura non sono mai stati e non saranno mai i nemici ma al contrario sono stati e saranno sempre i difensori piú ardenti dello Stato. Sono nemici dei poteri attuali solo perché vogliono impadronirsene; nemici delle istituzioni politiche attuali solo perché escludono la possibilità della loro dittatura; ma sono tuttavia i piú ardenti amici del potere di Stato che dev’essere mantenuto senza di che la rivoluzione dopo aver liberato sul serio le masse popolari toglierebbe a questa minoranza pseudorivoluzionaria ogni speranza di riuscire a riaggiogarle a un nuovo carro e di gratificarle dei suoi provvedimenti governativi.
Ciò è tanto vero che oggi quando in tutta l’Europa trionfa la reazione quando tutti gli Stati ossessionati dallo spirito piú frenetico di conservazione e di oppressione popolare armati da capo a piedi di una triplice corazza militare politica e finanziaria e si apprestano sotto la direzione del principe Bismarck a una lotta implacabile contro la Rivoluzione Sociale; oggi quando si sarebbe dovuto pensare che tutti i sinceri rivoluzionari s’unissero per respingere l’attacco disperato della reazione internazionale noi vediamo al contrario che i rivoluzionari dottrinari sotto la guida del signor Marx prendono dappertutto il partito dello statalismo e degli statalisti contro la rivoluzione del popolo.




M. Bakunin Stato e anarchia Feltrinelli Milano 1979 pagg. 161-163

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